Kalenda Maya – Calendimaggio

“Kalenda maya” è una poesia trobadorica (Canso o Chanson) scritta dal trovatore provenzale Raimbaut de Vaqueiras, uno dei pochi esempi giunti sino a noi di “estampida vocale”. Il tema del componimento è l’amore verso una dama, secondo il linguaggio tipico dell’amor cortese.

Raimbaut de Vaqueiras fu poeta di corte, nato a Vaquerais, in Provenza, a metà del XII secolo.

Calenda maia
Ni fuèhls de faia,
Ni chans d'auzèl
Ni flors de glaia
Non es que'm plaia,
Pros dòna gaia
Tro qu'un isnèl
Messatgièr aia
Del vòste bèl
Còrs, qu'im retraia
Plazer novèl
Qu'amors m'atraia
E jaia
E'm traia
Vas vos, Dòmna veraia,
E chaia
De plaia
'L gelòs,
Anz que'm n'estraia.
Calendimaggio
nè foglie di faggio
nè canti di uccelli, né fiori di gladiolo
mi sono graditi,
o nobile e felice signora,
finchè io non abbia un rapido messaggero
della vostra bella persona a raccontarmi
nuovi piaceri porteranno Amore
e gioia;
e mi reco
da voi, vera donna,
e lasciatemi schiacciare
e colpire
il geloso, prima che io parta da qui.
Ma bèl'amia,
Per Dieu non sia
Que ja'l gelos
De mon dan ria,
Que car vendria
Sa gelosia,
Si aitals dos
Amantz partia;
Qu'ieu ja joiòs
Mais non seria,
Ni jois ses vos
Pro no'm tenria;
Tal via
Faria
Qu'òms ja
Mais no'm veiria;
Cel dia
Morria, Dòmna
Pros, qu'ie'us perdria.
Mia bella amica
per Dio non sia
che uno fuori per la gelosia mi derida a mio danno
otterrebbe caro prezzo
per la sua gelosia
se ci fosse come da separare due amanti;
da allora non sarei mai felice un'altra volta
nè conoscerei felicità senza di voi
prenderei
una strada tale
da non essere mai visto da uomini ancora;
quel giorno in cui ti perdo
morirò,
donna coraggiosa.
Con er perduda
Ni m'er renduda
Donna, s'enanz non l'ai aguda
Qe drutz ni druda
Non es per cuda;
Mas qant amantz en drut si muda,
L'onors es granz qe.l n'es creguda,
E.l bels semblanz fai far tal bruda;
Qe nuda
Tenguda
No.us ai, ni d'als vencuda;
Volguda,
Cresuda
Vos ai, ses autr'ajuda.
Come potrei perdere
o ritrovare
una donna, prima di averla avuta?
nè un uomo nè un amante
è così solo per immaginazione;
ma quando un corteggiatore si trasforma in amante
grande è l'onore che ha accumulato,
tale è la fama prodotta da un dolce sguardo;
nuda
non vi ho ancora tenuta
mai, nè altri ti hanno vinto;
vi ho desiderata
obbedita,
senza alcun premio.
Tart m'esjauzira,
Pos ja.m partira,
Bells Cavalhiers, de vos ab ira,
Q'ailhors no.s vira
Mos cors, ni.m tira
Mos deziriers, q'als non dezira;
Q'a lauzengiers sai q'abellira,
Donna, q'estiers non lur garira:
Tals vira,
Sentira
Mos danz, qi.lls vos grazira,
Qe.us mira,
Cossira
Cuidanz, don cors sospira.
Proverei difficilmente gioia
se mi separassi da voi
mio Bel Cavaliere, nella disperazione,
da quando non si rivolge da nessun altra parte
il mio cuore né mi lascia andare via
il mio desiderio, perché non desidera altro.
I lusinghieri, lo so, sarebbero soddisfatti,
mia donna, altrimenti non troverebbero pace.
Un uomo tale vedrebbe
ascolterebbe
la mia disavventura, che sarebbe indetta per voi per questo
perché lui vi guarda
e considera
nella sua presunzione, per cui il mio cuore sospira.
Tant gent comensa,
Part totas gensa,
Na Beatritz, e pren creissensa
Vostra valensa;
Per ma credensa,
De pretz garnitz vostra tenensa
E de bels ditz, senes failhensa;
De faitz grazitz tenetz semensa;
Siensa,
Sufrensa
Avetz e coneissensa;
Valensa
Ses tensa
Vistetz ab benvolensa.
Così gentilmente fiorisce
splendendo sopra a tutto,
nobile Beatrice, e così gentilmente cresce
la vostra virtù;
secondo me
la vostra signoria è adornata con ricco
e giusto discorso, senza dubbio.
Voi siete la fonte di graziose gesta;
sapienza,
grazia
avete,con conoscenza;
virtù
impossibile da contraddire
voi vestite con gentilezza.
Donna grazida,
Qecs lauz' e crida
Vostra valor q'es abellida,
E qi.us oblida,
Pauc li val vida,
Per q'ie.us azor, donn' eissernida;
Qar per gencor vos ai chauzida
E per meilhor, de prez complida,
Blandida,
Servida
Genses q'Erecs Enida.
Bastida,
Finida,
N'Engles, ai l'estampida.
Graziosa donna,
ognuno prega e proclama
la vostra virtù, che dà un tale piacere;
e colui che ti dimentica,
giudica poca cosa la vita
e così io vi adoro, distinta donna;
da quando vi ho scelto come la gentilissima
e la migliore, virtuosa signora,
vi ho blandita
e servita
voi più gentilmente di quanto Eric fece con Enid.
Ho composto
e finito,
o Dame Inglesi, l'estampida.