I corridoi biologici

Il corridoio biologico o biocorridoio è una superficie di un habitat che connette tra loro delle popolazioni biologiche separate da barriere conseguenti dall’attività umana come strade, case, ecc. Ciò permette uno scambio di individui che può prevenire gli effetti negativi dell’endogamia e della ridotta diversità genetica che sussiste nelle popolazioni isolate. I corridoi possono anche contribuire a facilitare il ristabilirsi di popolazioni che sono stato ridotte o eliminate a causa di eventi casuali (come incendi o malattia) .

Questo potrebbe potenzialmente mitigare alcuni dei peggiori effetti della frammentazione degli habitat, laddove l’urbanizzazione divida le aree di habitat, privando gli animali sia del loro habitat naturale sia la capacità di muoversi tra le regioni per trovare tutte le risorse di cui hanno bisogno per sopravvivere. La frammentazione degli habitat a causa di sviluppo umano è una minaccia sempre crescente per la biodiversità, che i corridoi biologici possono forse attenuare.

La mappa mostra la densità di strade ogni 100 km2

La mappa mostra la densità di strade ogni 100 km2

 

Obiettivi

L’obiettivo principale dell’attuazione dei corridoi biologici è quello di aumentare la biodiversità. Quando le aree di terreno sono interrotte da interferenza umana, i numeri della popolazione diventano instabili e molte specie animali e vegetali diventano in via di estinzione. Ricollegando i frammenti, le fluttuazioni di popolazione possono diminuire drasticamente. I corridoi possono contribuire a tre fattori che stabilizzano una popolazione:

  • Colonizzazione – Gli animali sono in grado di muoversi e occupare nuove aree in cui siano disponibili fonti di cibo o di altre risorse naturali carenti nel loro habitat d’origine.
  • Migrazione – Le specie che migrano stagionalmente possono farlo in modo più sicuro ed efficace senza l’interferenza di barriere causate dallo sviluppo umano.
  • Esogamia – gli animali possono trovare nuovi compagni nelle regioni limitrofe in modo da aumentare la diversità genetica con un impatto positivo sulla popolazione complessiva.

Anche se i corridoi sono stati implementati al fine di incrementare la biodiversità, le ricerche sono troppo scarse per giungere ad una conclusione solida. La costruzione dei biocorridoi si è basata più sull’intuizione che su prove empiriche (Tewksbury et al. 2002). Un altro fattore che deve essere preso in considerazione sono le specie cui il corridoio è destinato. Alcune hanno reagito in modo più positivo di altre.

Un corridoio biologico potrebbe essere considerato come possibile soluzione in zone in cui la distruzione delle aree naturali influenza massicciamente le specie autoctone. L’aumento di strade, edifici, e aziende agricole può portare alla segregazione di piante e animali. Inoltre catastrofi naturali come incendi e alluvioni possono costringere gli animali ad abbandonare i territori e, se l’habitat non è collegato a uno più sicuro, in ultima analisi portarli alla morte. Le porzioni di habitat naturale superstiti, definite residue, devono essere collegate, perché al diminuire della possibilità di migrazione, il rischio di estinzione aumenta (Fleury, 1997).

I corridoi possono essere acquatici o terrestri. I corridoi acquatici sono chiamati nastri ripariali, di solito fiumi e torrenti. I corridoi terrestri possono occupare superfici ampie, come strisce di boschi che collegano aree boschive più grandi. Tuttavia, possono essere definiti tali anche semplici filari di arbusti lungo un marciapiede (Fleury, 1997). Tali aree possono facilitare la circolazione di piccoli animali, soprattutto uccelli, da un albero all’altro, fino a quando trovano un habitat sicuro per nidificare. Questi corridoi minimali non solo aiutano gli spostamenti animali, ma sono anche esteticamente gradevoli, cosa che può a volte incoraggiare la comunità ad accettarli e supportarli.

 

Gli utilizzatori

Possiamo classificare gli utilizzatori dei biocorridoi in due tipologie: utenti di passaggio e abitanti del corridoio.

Gli utenti di passaggio occupano i corridoi per brevi periodi di tempo. Questi animali usano i corridoi per fenomeni come la migrazione stagionale, la cosiddetta dispersione biologica (la separazione dei giovani adulti dalla popolazione d’origine), o lo spostamento nei vasti areali. Di solito i grandi erbivori, carnivori medi e grandi, e specie migratorie sono utenti di passaggio (Beier & Loe 1992). Un errore comune è ritenere che il corridoio debba solo essere sufficientemente ampio da consentire il transito agli utilizzatori di passaggio. Il corridoio non deve solo offrire un passaggio sicuro ma anche incoraggiare gli animali ad usarlo, anche se non trascorreranno la loro intera vita.

Gli abitanti del corridoio possono occupare il passaggio per un tempo variabile da diversi giorni a diversi anni. Specie come piante, rettili, anfibi, uccelli, insetti e piccoli mammiferi possono trascorrere tutta la vita in questi habitat lineari. In questo caso, il corridoio deve includere tutto ciò di cui una specie ha bisogno per vivere e riprodursi, come il terreno per la germinazione, terreni adatti a creare tane, e ospitare numerosi esemplari in età di riproduzione (Beier & Loe 1992).

 

Tipi

I biocorridoi possono essere classificati in base alla loro larghezza. In generale maggiore è l’ampiezza, maggiore è l’utilizzo. Tuttavia, nella creazione del corridoio ideale l’estensione ha lo stesso peso della progettazione e della qualità (Fleury 1997). La striscia di terra soffrirà di minori effetti margine, come le erbacce, i predatori, e le sostanze chimiche, se è costruita in modo corretto. Quella che segue è la classificazione dei corridoi per larghezza:

  • Regionale – (> 500 m di larghezza); collega i principali gradienti ecologici, come i percorsi migratori.
  • Sub-regionale – (> 300 m di larghezza); collega aree di vegetazione più ampie come le creste montane col fondovalle.
  • Locale – (circa <50m); collegare frammenti residuali di canali, zone umide, crinali, etc.

Estakada_ponad_Bogdanką_Poznań-corridoio-biologico-club-magica-da-wikipediaI biocorridoi possono anche essere suddivisi in base alla loro continuità. Corridoi continui sono strisce che non sono interrotte, mentre corridoi “stepping stone” sono piccole macchie di habitat adatto. Quando le stepping stone sono disposte in linea, formano una striscia di terra che collega due aree, come farebbe un corridoio continuo. Entrambi i tipi forniscono collegamenti tra le principali aree protette e stimolano o consentono alle specie di migrare.

Infine, i corridoi possono essere veri e propri sottopassi o cavalcavia, potenzialmente molto sicuri sia per gli animali sia per gli esseri umani. Molte autostrade trafficate attraversano habitat naturali occupate anche dalle specie autoctone. Grandi animali come i cervi diventano un pericolo quando attraversano nel traffico e vengono colpiti. Un cavalcavia o sottopassaggio funge da ponte per agevolare la circolazione degli animali attraverso una strada trafficata.

Le osservazioni hanno dimostrato che i sottopassaggi hanno in realtà più successo dei cavalcavia perché molte volte gli animali sono troppo timidi per attraversare un ponte di fronte al traffico preferendo rimanere più nascosti (Dole et al. 2003).

 

I principali corridoi biologici

Sono stati creati numerosi biocorridoi artificiali, tra i quali:

  • il Paseo Pantera (noto anche come il corridoio biologico mesoamericano o Paseo del Jaguar)
  • Corridoio dell’Himalaya orientale
  • China-Russia Tiger Corridor
  • Tandai Tiger Corridor
  • la cintura verde europea
  • Il Siju-Rewak Corridor, situato nelle Garo Hills in India, che protegge una popolazione importante di elefanti (ritenuto circa il 20% di tutti gli elefanti che sopravvivono nel paese) .Questo progetto di corridoio collega il Siju Wildlife Sanctuary e la Rewak Forest Reserve nello stato di Meghalaya, vicino al confine tra India e Bangladesh. Questa zona si trova all’interno del luogo di incontro della catena montuosa dell’Himalaya con la penisola indiana e contiene almeno 139 altre specie di mammiferi, tra cui la tigre, il leopardo nebuloso e l’orso nero himalayano.
  • l’Ecologische Hoofdstructuur, una rete di corridoi e habitat per la fauna selvatica creato nei Paesi Bassi

[immagini e testo da Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Wildlife_corridor]