Cucinare con le piante spontanee – frittelle ai fiori d’acacia

articolo-fiori-acacia-lifestyle-ricette-club-magica-milanoLa primavera esplode. Appena fuori città alberi e prati si colorano di fiori.

La robinia (robinia pseudoacacia), con le sue splendide infiorescenze bianche, diffonde un delicato profumo amatissimo dalle api (che ne ricavano il miele di acacia).

Originaria dell’America del Nord, questa pseudo acacia della famiglia delle Fabaceae (leguminose), fu introdotta in Europa nel 1601 da Jean Robin, farmacista e botanico del re di Francia. Estremamente resistente, si diffuse spontaneamente in tutta Europa, adattandosi a una notevole variabilità ambientale (Europa Centrale, Inghilterra, Svezia, Grecia, Spagna e perfino Cipro e Turchia).

In Piemonte boschi puri e misti di robinia coprono ad oggi una superficie di circa 85.000 ettari.

Le infiorescenze, dal caratteristico aspetto a grappolo, sono eduli.

e deliziose da mangiare fritte in una pastella leggera dolce o salata.

I fiori, se raccolti in aree non troppo inquinate, non andrebbero lavati.
Prima di cucinarli lasciateli riposare in un cesto per permettere la fuga ad eventuali ospiti 🙂

 

Ricetta dolce:

Ingredienti
Infiorescenze di robinia (i grappoli di fiori)
Farina (anche integrale o di riso)
Acqua frizzante molto fredda
Olio di girasole (oli molto saporiti rischiano di alterare il gusto)

Unire acqua e farina per ottenere una pastella non troppo densa ma sufficientemente collosa.
Immergervi i grappoli di fiori tenendoli per il rametto.
Friggerle in olio già bollente fino a doratura e scolarle su carta assorbente.
Mangiare ancora calde, cosparse di zucchero di canna, o a velo, o di miele d’acacia.

Ricetta salata e pepata:

Ingredienti:
Farina
Acqua frizzante fredda o birra chiara
2 uova
1 pizzico di sale
Pepe a piacere
Infiorescenze di robinia (i grappoli di fiori)
Olio da frittura delicato

Preparare una pastella non troppo densa ma collosa con tutti gli ingredienti. Una variante della ricetta suggerisce di sostituire alla birra o a parte dell’acqua del vino bianco.
Immergere i fiori e friggerli fino a doratura.

Come per la ricetta dolce, mangiare ben caldi dopo averli lasciati scolare su carta assorbente.

 

Buon appetito!!!!