Le donne nell’antico Egitto

L’antico Egitto è certamente una civiltà affascinante e misteriosa.

E innumerevoli reperti ne accertano la raffinata cultura e la complessa organizzazione sociale.

Ciò che forse è meno risaputo è che all’interno della società le donne nell’antico Egitto avevano estremo rilievo.

Nel 2970 a.C Merneith fu la prima sovrana donna, prima consorte e poi reggente di uno degli imperi più vasti e potenti del mondo.

Da quanto ci è dato sapere in nessun momento della storia egizia le donne furono escluse dal potere politico, sociale o religioso, almeno fino al 415 d.c,, anno in cui la scienziata e filosofa greca Ipazia venne barbaramente uccisa ad Alessandria.

Tra le divinità più influenti del pantheon compaiono numerose figure femminili, tra cui Seshat, dea protettrice degli scribi, le cui sacerdotesse svolgevano spesso tale funzione, occupando quella che era di fatti una posizione di grande rilievo.

Pare riconosciuto che tutte le donne nobili sapessero scrivere, e probabilmente la scrittura era diffusa in quasi tutti i livelli della società.

La prima scriba reale nota risale ai tempi della VI dinastia. Il suo nome era Idut, e probabilmente era una figlia del faraone Unis.

Nella necropoli di Tebe fu sepolta Irtyrau, assistente principale della Divina Adoratrice di Amon, e grande scriba di Nitocris I, una figlia del faraone Psamtik I.

Sono inoltre noti casi di Visir donna, funzionari di altissimo grado a servizio di un faraone.

La prima fu Nebet, visir di Pepi I, madre di due spose reali, e braccio destro di uno dei faraoni più potenti della storia.

Anche la medicina era consacrata ad una divinità femminile, Sekhmet, e tra i medici e i chirurghi dell’antico Egitto vi furono senz’altro innumerevoli donne.

La prima di cui si abbia traccia risale al 2700 a.c. circa. Il suo nome, ricordato nella necropoli di Saqqara, era Merit Ptah.

Poco tun’altra donna, Peseshet, fu il medico di corte principale del regno.

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Sappiamo che studiò a Sais, il principale centro medico del III millennio a.C., conosceva i documenti medici del passato e sapeva creare farmaci ed eseguire interventi chirurgici.

In nessuno di questi casi si trattò di benefici sporadici e gli studiosi sono concordi nel ritenere che le donne nell’antico Egitto rivestissero comunemente ruoli sociali di grande prestigio.

Da “L’Egitto: la Patria dei Diritti delle Donne nell’Antichità

di Matteo Rubboli