Donne pirata

Lagertha come appare nella serie Vikings

Lagertha come appare nella serie Vikings

Quella della pirateria è stata un’avventura lunga circa 3000 anni.

I nomi e le gesta dei capitani delle navi corsare hanno ispirato l’immaginario comune attraverso letteratura e cinema. Molto poco tuttavia si sa delle donne pirata.

Una delle prime di cui si abbia notizia è stata la regina d’Illiria Teuta, che imperversò con le sue navi nel mare Adriatico tra il 232 e il 228 a.c. Regina reggente della tribù degli Ardiei dopo la morte del consorte Agron, guidò gli Illiri alla conquista di Dyrrachion (l’attuale Durazzo) e di Fenice. Quando conquistò l’isola di Corcira, si trovò a fronteggiare i romani nella prima delle guerre illiriche. La supremazia nemica la costrinse alla resa nel 227 a.c.

Le Gesta Danorum di Saxo Grammaticus attestano tra i vichinghi numerose piratesse, tra cui la principessa di Norvegia e Danimarca Rusila, e sua sorella Stikla, che si diede alla pirateria per evitare un matrimonio indesiderato.

La stessa scelta fece Alvida (IX secolo d.c.), che comandò un equipaggio tutto al femminile che razziò incessantemente le coste del Mar Baltico.

Sua contemporanea fu Lagertha, fanciulla dello scudo, condottiera e guerriera norvegese, per qualche tempo moglie del semileggendario re di Svezia e Danimarca Ragnar Lothbrok, che partecipò attivamente alle scorrerie vichinghe lungo le coste inglesi.

Nel X secolo invece operò Aethelflaed, figlia maggiore di Alfredo il Grande, che divenne leader militare degli Anglo-Sassoni e le cui scorrerie scoraggiarono l’avanzata dei vichinghi.

Jeanne de Clisson, vissuta nel 1300, passò alla storia come la Leonessa di Bretagna. Sue vittime designate erano le navi francesi che attaccò sempre senza pietà.

Il XVI secolo fu invece l’epoca di Grace O’Malley, la Regina dei Mari del Connaught, piratessa irlandese che ottenne il diritto alla corsa da Elisabetta I.

Il XVII e XVIII secolo furono gli anni d’oro della pirateria, ormai trasferitasi nei Mari del Sud.

I Caraibi furono la patria d’elezione della Rossa Tornata dalla Morte, Jacquotte Delahey, che dopo aver finto la propria morte per sfuggire alla cattura tornò a dedicarsi alla pirateria, e di Anne Dieu-le -Veut, le cui fortunate imprese corsare sembrarono ai contemporanei letteralmente “volute da Dio”.

Le piratesse più famose furono senz’altro Anne Bonny e Mary Read, alleate del celeberrimo Calico Jack Rackham, avventuriere coraggiose e imbattibili che si guadagnarono gran rispetto tra i pirati del Sud.

Di loro si diceva: “Le due donne navigavano con grande perizia, bevevano forte, rumoreggiavano e bestemmiavano come un fiume in piena e in combattimento erano solite non fare prigionieri”.

Secondo quanto riportato nelle cronache erano grandi condottiere che mal sopportavano l’insubordinazione.

Durante un assalto a un galeone spagnolo Mary e Anne non si fecero troppi scrupoli a sparare in testa a due marinai troppo titubanti nell’eseguire gli ordini.

Nel 1720, la nave su cui si trovavano insieme a Calico Jack dovette soccombere ad un vascello inglese, si dice per imperizia dell’uomo.mary-read-anne-bonny-club-magica-milano-pirati

Quando quest’ultimo venne trascinato alla forca, la sua indomita amante Bonny lo salutò con queste parole:
“Calico, se tu avessi combattuto da uomo e non da eunuco, ora non saresti costretto a morire come cane!”.

Mary Read morì in galera, ma si dice che Anne Bonny sia riuscita misteriosamente a salvarsi…

 

Qui per una veloce panoramica delle donne che hanno fatto la storia della pirateria.