India: I fiumi Gange e Yamuna ottengono status giuridico

La corte indiana cita il precedente del fiume Whanganui in Nuova Zelanda per riconoscere status legale ai due fiumi sacri

di Michael Safi

Il fiume Gange, considerato sacro da più di un miliardo di hindu, è diventato la prima entità non umana in India ad avere i medesimi diritti legali della gente.
Un tribunale dello stato indiano settentrionale di Uttarakhand ha ordinato lunedì che al Gange e al suo principale affluente, lo Yamuna, venga riconosciuto lo status di soggetti umani viventi.
La decisione, accolta dagli ambientalisti, significa che inquinare o danneggiare i fiumi sarà legalmente equivalente a danneggiare una persona.
I giudici hanno citato l’esempio del fiume Whanganui, venerato dai nativi Māori, dichiarato entità vivente con pieno valore legale dal governo della Nuova Zelanda la scorsa settimana.
I giudici Rajeev Sharma e Alok Singh hanno dichiarato che i fiumi Gange e Yamuna e i loro affluenti sarebbero “soggetti giuridici e viventi aventi lo status di persona giuridica con tutti i diritti, doveri e passività corrispondenti”.
Il tribunale della località turistica himalayana di Nainital ha nominato tre funzionari in qualità di custodi legali responsabili della conservazione e della protezione dei fiumi e dei loro affluenti. Ha ordinato la costituzione di un consiglio di amministrazione entro tre mesi.
Il caso si è sollevato in seguito a lamentele ufficiali nei confronti dei governi statali di Uttarakhand e del vicino Uttar Pradesh, che rifiutavano di collaborare con gli sforzi del governo federale per istituire un comitato a protezione del Gange.

Himanshu Thakkar, un ingegnere che coordina il South Asia Network on Dams, Rivers and People, ha dichiarato che le implicazioni pratiche della decisione non erano chiare.
“Allo stato attuale ci sono 1,5 miliardi di litri di acque reflue non trattate che entrano nel fiume ogni giorno e 500 milioni di litri di rifiuti industriali” ha detto.
“Tutto questo diventerà illegale con effetto immediato, ma non è possibile arrestare immediatamente lo scarico. Quindi come questa decisione possa tradursi nella pratica reale è molto poco chiaro “.
I tribunali indiani hanno criticato tre decenni di sforzi governativi per ripulire il Gange, un corso d’acqua di 2.500 km che deve il proprio nome alla dea indiana Ganga. L’ultimo piano di bonifica aveva stabilito il 2018 come scadenza, data che i funzionari del ministero dell’acqua giudicano improbabile da rispettare.
Thakkar ha detto che la decisione di lunedì potrebbe essere uno sforzo da parte dei tribunali per allargare la loro portata di intervento nella gestione del fiume. “Il governo ha cercato di ripulire il fiume, speso un sacco di soldi, investendo ampiamente in infrastrutture e tecnologia, ma non si sta occupando del valore del fiume”, ha detto.
Cita l’esempio dello Yamuna, monitorato da 22 impianti di trattamento delle acque reflue a Delhi. “Nessuno di loro però funziona con l’efficacia prevista in termini di quantità e qualità, e non sappiamo la ragione”, ha dichiarato.
“Perché vi sia un reale cambiamento, serve un sistema di gestione semplice in ciascun impianto e che si dia ai dipendenti il mandato di ispezionare, interrogare i funzionari. Ed è necessario che i funzionari redigano verbali e rapporti trimestrali”.
Gli attivisti ambientali dicono che molti fiumi in India sono diventati più sporchi con l’evolversi dell’economia, con gli scarichi urbani, i pesticidi agricoli e gli scarichi industriali che scorrono liberamente nelle acque, nonostante le leggi contro l’inquinamento.
Tra gli affluenti del Gange, lo Yamuna è quello, secondo i funzionari, maggiormente inquinato dagli scarichi urbani e industriali.

In alcuni luoghi il fiume ristagna al punto di non supportare più alcuna forma di vita. L’acqua dello Yamuna viene trattata chimicamente prima di arrivare come acqua potabile ai quasi 19 milioni di residenti di Delhi.
In Nuova Zelanda, il locale iwi (tribù) maori di Whanganui nell’isola del Nord ha combattuto per 140 anni perché il proprio fiume – il terzo più grande della Nuova Zelanda – venisse riconosciuto (anche legalmente) quale antenato.
Mercoledì scorso, centinaia di rappresentanti tribali hanno pianto con gioia quando i loro sforzi di dare status legale ad un consanguineo si sono tradotti in legge.

“Abbiamo combattuto per conquistare una collocazione legale, affinché tutti gli altri possano capire che, dal nostro punto di vista, considerare il fiume come entità vivente, come un tutto indivisibile, è il modo corretto di trattarlo, invece che secondo il modello imperante nell’ultimo secolo, in base a una prospettiva di proprietà e sfruttamento”, ha dichiarato Gerrard Albert, il principale negoziatore dell’iwi.

The Guardian, 21 marzo 2017

Qualche link per saperne di più:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/22/india-i-fiumi-gange-e-yamuna-sono-come-persone-davanti-alla-legge-centrali-per-lesistenza-della-popolazione-indiana/3467514/

http://www.corriere.it/esteri/17_marzo_22/india-gange-diventa-umano-a91a2e9a-0e77-11e7-bc58-c287e833415a.shtml

http://www.corriere.it/ambiente/17_marzo_16/nuova-zelanda-fiume-sacro-whanganui-riconosciuto-come-persona-58c67508-0a48-11e7-b712-325362193aaf.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/16/nuova-zelanda-il-fiume-sacro-ai-maori-e-come-una-persona-davanti-alla-legge/3455218/