Grace O’Malley – La regina del mare di Connemara

Grace O’Malley (in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille), conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol, è stata una rivoluzionaria e pirata irlandese, nota anche come “la regina del Mare di Connemara”.

O’Malley nacque in Irlanda, forse a Louisburgh, nel 1530, al tempo di Enrico VIII.

Era figlia di Owen Dubhdarra O’Malley, capo del Clan degli O’Malley, che all’epoca avevano il controllo di buona parte della regione ora nota come Baronato di Murrisk, nel sud ovest della Contea di Mayo.

Insolitamente per la nobiltà irlandese del tempo, gli O’Malley erano una grande famiglia di mare che tassava tutti coloro che pescavano sulle loro coste, compresi i pescatori inglesi.

Secondo la leggenda, per poter accompagnare il padre sulle navi dirette in Spagna, Gràinne si rasò i capelli e si travestì da mozzo, guadagnandosi l’appellativo di Gràinne Mhaol (Gràinne dalla testa rasata).

Si sposò una prima volta nel 1546, con Donal an Chogaidh (Donal della Battaglia) O’Flaherty, erede al titolo di capo degli O’ Flaherty, dal quale ebbe tre figli.

Dopo che il marito venne ucciso in battaglia, O’Malley conquistò il castello di Joyces (ora castello di Hen nel Lough Corrib) e fece ritorno nella Contea di Mayo stabilendo la residenza della famiglia nel castello a Clare Island.

O’Malley si sposò una seconda volta con Richard-un-Iarainn Burke, Richard-in-Iron in inglese, soprannominato così perché portava sempre una cotta di maglia.

Secondo tradizione i due si sposarono sotto la Legge Bretone di sicuro per un anno, ed anche se si è detto che quando l’anno finì O’Malley divorziò da Burke, essi rimasero sposati per molti più anni, fino alla morte del marito.

Insieme ebbero un figlio, Tibbot Burke Tiobóid, soprannominato Tibbot na Long (Tibbot delle Navi) in quanto nato sulla nave di O’Malley e perché la madre voleva trasmettergli la sua passione per il mare. Fu nominato successivamente Visconte di Mayo.

A capo del clan O’Malley e della sua potente flotta, Gràinne per tutta la vita si dedicò alla resistenza contro la corona inglese, contro cui appoggiò rivolte e guidò in prima persona frequenti atti di pirateria.

Dopo il XVI secolo il potere inglese era progressivamente aumentato in Irlanda, mentre la potenza degli O’Malley era diminuita. Infine, nel 1593, quando i suoi figli furono fatti prigionieri dal Governatore inglese del Connaught, Sir Richard Bingham, O’Malley salpò alla volta dell’Inghilterra per proporre alla regina Elisabetta I una petizione per il loro rilascio.

Secondo la leggenda la loro discussione si svolse in latino poiché O’Malley non conosceva l’inglese e la regina Elisabetta non parlava l’irlandese.

Apparentemente, Elisabetta fu toccata da O’Malley, più anziana di lei di soli tre anni. Stabilirono infatti un accordo che prevedeva la liberazione dei figli della donna e la destituzione di Sir Bingham dal suo incarico in Irlanda in cambio del ritiro di Gràinne dalle ribellioni irlandesi e dalla pirateria contro la corona inglese.

Nonostante la riunione, O’Malley alla fine tornò alla vecchia vita di pirata, sebbene ufficialmente conducesse i suoi attacchi solo contro i nemici dell’Inghilterra, durante la Guerra dei Nove Anni. Molto probabilmente morì nel 1603, a Rockfeet Castle, lo stesso anno di Elisabetta I, per quanto la sua data di morte sia molto dibattuta.

A Grace O’Malley è dedicato il canto “Oro, sé do bheatha a bhaile” qui nella versione del cantore Sean nos Darach Ó Catháin:

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