La guerriera vichinga di Birka

La notizia risale a qualche giorno fa: l’esame del DNA rivela che lo scheletro ritrovato nella tomba vichinga di Birka (Svezia centro-orientale) apparteneva a una donna.

Accanto alle spoglie erano sepolte armi da guerra e reperti che suggeriscono si trattasse di un condottiero. Per oltre cento anni ritenuto, a torto, un uomo.

L’American Journal of Physical Anthropology la definisce una rivelazione straordinaria, che offre una visione nuova della società vichinga. Le fanciulle dello scudo della cui reale esistenza il mondo accademico tende a dubitare non apparterrebbero solo al mito.

Con le sue oltre tremila tombe, Birka ospita il più vasto cimitero vichingo conosciuto. La tomba della guerriera era situata in posizione predominante e collegata al vicino forte, fattori che sembrano confermare il suo ruolo di rilievo e la sua importanza nella gerarchia guerriera dell’epoca.

Solo una parte di queste tombe sono state esplorate. Non è dunque da escludere che questo non sia un caso isolato.

Per approfondire, a questo link un articolo pubblicato questo mese sul Corriere della Sera.