Kana shodo – la scrittura delle donne

Nei tempi antichi, i giapponesi non avevano un proprio sistema di scrittura. I Kanji, i caratteri ora alla base della moderna scrittura giapponese, originarono dalla scrittura cinese, possibilmente grazie a contatti con la penisola coreana.
Nonostante la Kanji Shodo venga chiamata “calligrafia giapponese”, in realtà, sarebbe più preciso
definirla “calligrafia cinese praticata in Giappone”. Non per nulla, ai tempi antichi, era considerata una lingua straniera. All’epoca, l’alfabetizzazione non era diffusa, per lo più appannaggio di uomini delle classi dirigenti che studiavano la calligrafia nota come “mano dell’uomo”, utilizzata per gli affari di stato e per i sutra buddisti.
Per quanto molte donne nobili sapessero ben scrivere in Kanji Shodo, la cosa non era ben vista, in quanto le donne, teoricamente, erano escluse dalle funzioni ufficiali. Ecco quindi emergere la calligrafia Kana, un adattamento tra la calligrafia Kanji ed il sistema fonetico “manyougana”, il derivato più antico della scrittura cinese considerato nativo.

Da adolescente, Kaoru Akagawa, rinomata maestra di calligrafia, credeva che la nonna non sapesse scrivere bene, in quanto non riusciva a leggerne la scrittura. Un decennio più tardi, Kaoru scoprì, invece, che la nonna era piuttosto una delle ultime calligrafe dell’evanescente Kana Shodo, una forma di scrittura modellata prevalentemente da e per le donne.

I caratteri della calligrafia Kana, alla base della Kana Shodo, rappresentano i diversi suoni di cui è composta la lingua giapponese.
Quest’arte della scrittura venne creata principalmente da donne nobili, sebbene entrambi i sessi la utilizzassero per scrivere di tutto, dalle lettere d’amore, alle congiure politiche, ai diari e alle poesie.
Una forma di corsivo, con le sue linee ondulate la Kana Shodo scorre lungo l’intera superficie su cui viene posata. Considerata una lingua originaria del Giappone, le donne usavano la Kana Shodo per esprimere la propria libertà intellettuale, di pensiero e sensuale, entro i limiti della vita di corte giapponese del X secolo, documentando così il proprio punto di vista sul mondo.
In Kana Shodo vennero pubblicate opere letterarie, diari e lettere d’amore di donne come la dama di corte Murasaki Shikibu, autrice de “Il racconto di Genji”, considerato il primo romanzo mai scritto al mondo. In Kana Shodo sono realizzate opere e dipinti mirabili, con cui le donne di corte erano solite competere.
I due sistemi di scrittura non differiscono solo nei contenuti, ma anche nell’aspetto. Come spiega Kaoru Akagawa: “La calligrafia Kanji è tipicamente scritta in linee parallele diritte, senza spazi vuoti. Al contrario, la Kana Shodo viene stesa in linee leggermente fluttuanti, intervallate da spazi vuoti che permettono di spargere i caratteri nella composizione. I caratteri Kana sono, inoltre, interconnessi tra loro per creare un tutt’uno più femminile e fluido.”
Secondo Akagawa, prima della creazione della calligrafia Kana, quasi tutti i poeti in Giappone erano uomini, ma la famosa antologia di poesie giapponesi, “100 poesie di 100 famosi poeti”, completata intorno al 1237, raccoglie anche opere di 21 poetesse. “Le donne nobili medievali godevano dell’amore e del sesso libero. Per alcuni versi, erano più libere delle donne giapponesi nel XXI secolo”, spiega Akagawa. “La libertà delle donne venne gradualmente ridotta con l’emergere della classe combattente dei samurai”.

kana shodo

Dopo due decenni di pratica, a 47 anni d’età, Akagawa è una delle più giovani maestre calligrafe del Giappone, dove l’età media di un maestro calligrafo di riconosciuta abilità si aggira piuttosto attorno ai 60 anni e più. Nelle sue opere, la maestra combina la calligrafia Kana con nuove tecniche per creare opere in cui migliaia di caratteri Kana intrecciati si fondono per formare immagini.

Per saperne di più:
https://edition.cnn.com/style/article/japan-kana-shodo-women-calligraphy-hnk-intl/index.html

Per questo articolo si ringrazia Lisa *