La strada fiorita delle api

A Milano attraverserà da Nord-Ovest a Sud-Ovest il Parco Nord diventando la strada fiorita più lunga d’Italia.

I lavori sono iniziati il 5 dicembre 2019 e quando sarà terminata si estenderà per 3,5 chilometri, costellati da oltre un milione di fiori e 3mila piante perenni.

In viale Suzzani gli operai hanno già tolto 400 metri quadri di cemento da uno spartitraffico al confine con il Parco Nord.

Il progetto, finanziato da un’operazione di crowdfunding, è il nuovo contributo alla decementificazione dell’area milanese del Parco Nord

Il Parco si è ampliato fin dagli anni ’80. Nel corso di 3 decenni infatti sono stati deimpermeabilizzati ben 112mila metri quadrati di suolo pubblico.

“In tutta Europa si registra una preoccupante diminuzione del numero di api a causa dell’uso di pesticidi e della riduzione dei loro habitat, e questo ha già provocato importanti danni agli ecosistemi naturali e all’agricoltura”, fa sapere il Parco Nord. L’obiettivo quindi è quello di tutelare e incrementare il numero delle api stabilizzando gli ecosistemi e la diffusione di piante spontanee e coltivate.

Come in altre metropoli europee, il Parco Nord ha iniziato da qualche anno a realizzare aree ricche di fiori per attirarle, nutrirle, e favorire il loro incessante lavoro. L’obiettivo della strada fiorita è quello di riconnettere le aiuole già realizzate e collegare i due apiari condivisi realizzati uno all’Orto Comune Niguarda e l’altro alla Cascina Centro Parco.

La scarsità di api è un serio problema ad oggi quasi globale ma solo negli ultimi anni le amministrazioni e gli enti pubblici stanno finalmente cominciando a occuparsene.

È di quest’estate ad esempio la notizia che il Minnesota sarebbe in procinto di stanziare 900mila dollari da destinare ai proprietari di giardini che convertiranno i loro prati in habitat adatti alle api. Coprendo tra il 75 e il 90% delle spese necessarie alla trasformazione.

api

Le api sono infatti responsabili dell’impollinazione di oltre due terzi delle specie vegetali e la drammatica diminuzione del loro numero mette a rischio sia le piante spontanee che quelle coltivate.

La perdita delle praterie autoctone e di altri habitat naturali, soppiantati dall’espansione dell’agricoltura e delle aree urbane, ha privato numerose specie animali, tra cui gli insetti impollinatori, di habitat fondamentali.

https://www.lifegate.it/persone/news/minnesota-fondi-proprietari-giardini-aiutare-ape

In Baviera un progetto di legge prevede di far sì che il 20 per cento dei terreni agricoli soddisfi gli standard biologici entro il 2025, arrivando poi al 30 per cento nel 2030. Il dieci per cento degli spazi verdi in Baviera, inoltre, dovrà essere convertito in prati fioriti, per offrire un habitat idoneo alle api, e i corsi d’acqua dovranno essere protetti in maniera più efficace da pesticidi e fertilizzanti.

https://www.lifegate.it/persone/news/baviera-petizione-salva-api-diventa-legge

Ma anche in Italia numerosi comuni stanno puntando su iniziative che salvino le api, ripristinando e valorizzando le aree verdi con la semina di piante mellifere a fioritura scalare, perenni o autoriseminanti.

Da Torino a Latina, da Roma a Cesena, Potenza, Cremona, Segrate(MI), Firenze, Alessandria,piccoli gruppi, singoli apicoltori o associazioni costruiscono percorsi di consapevolezza ambientale urbana attraverso l’apicoltura in città.

Da qualche anno è nata anche una Rete di coordinamento (Rete Nazionale Apicoltura Urbana www.reteapiurbane.it) che porta avanti l’idea di città più compatibili con l’uomo e con le api coinvolgendo gruppi di cittadini di tutte le età, grazie a attività ludico didattiche, veri e propri corsi di apicoltura, e percorsi di conoscenza dei prodotti dell’alveare.

Qui qualche suggerimento sulle piante amiche delle api:

http://thesubmarine.it/2019/02/25/cosa-puo-fare-luomo-per-salvare-le-api/