La nascita del kalo e dell’uomo – leggenda hawaiana

Dice una leggenda hawaiana che quando il mondo era giovane, Papahānaumoku, la madre terra, e Wakea, il padre cielo, erano i sovrani divini della leggendaria Hihiku. Wakea è ciò che sta sopra, Papahānaumoku è il fondamento, la dea della terra.

Dei dell’origine, i primi frutti della loro unione furono le isole Hawai’i.

Dopo averle create vi si stabilirono e Papahānaumoku diede alla luce un figlio di nome Haloa. Poiché era il primo figlio del cielo e della terra, il suo mana era potente e sacro. Haloa tuttavia venne al mondo immobile, privo di gambe e di braccia. I genitori decisero allora di renderlo alla terra e ne seppellirono il corpo in un luogo sacro.

Ben presto Papahānaumoku rimase nuovamente incinta.

Questa volta il bambino nacque forte e vivace. Anche lui ebbe nome Haloa1.

Dal corpo del primo Haloa, seminato nella terra, scaturì un giovane germoglio, Haloa, la pianta del kalo (o taro)2.

Il secondo Haloa fu il progenitore di tutti gli esseri umani.3

Questo si narra nel Kumulipo, l’antico canto della creazione hawaiano.

Ora dovete capire che i figli nati da Haloa, costoro siete voi stessi.”

 

 

1Haloa ha un doppio etimo che indica la gemellanza tra la discendenza umana di Wakea e Papa e quella vegetale. Ha è infatti tanto il respiro nell’accezione polinesiana di spirito di vita (e quindi Ha-loa indicherebbe uno spirito potente o lunga vita) quanto il lungo gambo del taro.

2Il kalo (noto nel resto della Polinesia come taro) è una pianta che raggiunse la Polinesia insieme ai suoi primi abitanti. Il suo nome scientifico è Colocasia esculenta, è caratterizzata da foglie grandi e venuzzate, che possono arrivare a 60 cm di lunghezza e 40 di larghezza, da un colore verde pallido e da robusti gambi; Ha dei tuberi simili alla patata ed è comunemente coltivata per ricavare, dai suoi rizomi, farina e amido. Per secoli questa pianta è stata alla base dell’alimentazione delle popolazioni polinesiane.

3Il fatto che Haloa il taro fosse il primogenito, e quindi, tradizionalmente, l’erede del mana, indica la posizione privilegiata del doppio vegetale rispetto al gemello umano nella tradizioni delle isole Hawai’i.