La principessa e il vulcano

Liberamente tratto e tradotto da “He Recalls Princess Ruth,” di Eugene Burns
“Honolulu Star-Bulletin”- Sabato 20 Maggio, 1939

“Molti e vari sono i racconti sulla principessa Ruth Keelikolani.

Tutte le storie coincidono (tranne nei dettagli minori) quando raccontano della sua prima bellezza, delle sue dimensioni, del suo carattere, della sua astuzia, della sua vanità e della sua generosità.

Ruth pesava ben 180 chili. A quei tempi i membri delle famiglie reali e i nobili erano spesso di mole imponente.

Il suo cuore, veramente hawaiano, era grande e generoso.

Il suo carattere in compenso era impetuoso: una zucca di koa rattoppata sulla Big Island lo testimonia ancora.

In gioventù era una bellezza; nella vecchiaia, i vecchi hawaiani te lo diranno, i bambini piangevano di spavento quando la vedevano.

Aveva un gran numero di amici.

[…] Le lettere contemporanee indicano che la principessa Ruth possedeva un’intelligenza raramente raggiunta o superata da qualsiasi reale hawaiano.

A suo modo, Ruth era un milionario, o quanto meno una grande possidente.

[…] Quello che è ora il Kamehameha Schools Bishop Estate era in gran parte suo. […]”

Sappiamo inoltre che per tutta la vita, sebbene lo comprendesse perfettamente, Keelikolani si rifiutò sempre di usare l’inglese, costringendo chi non parlava hawaiano a ricorrere ad un interprete.

Non solo, mentre gli altri nobili facevano erigere palazzi alla foggia europea, la principessa continuò a vivere in una dimora dal tetto di foglie intrecciate, mantenendosi fedele ai costumi tradizionali.

“Ma la fama della principessa Ruth dipende dal suo speciale rapporto con Pele [la dea del fuoco hawaiana].

Tra il 1880 e il 1881 il Mauna Loa [uno dei vulcani di Hawaiʻi, nonchè il più grande vulcano attivo del pianeta] si scatenò in una delle sue eruzioni più intense e distruttive.

Il vulcano Mauna Loa

La furia di Pele, la dea del fuoco, esplose in un flusso di lava gigantesco che precipitava lungo i pendii del vulcano, ne divorava i fianchi e ricopriva le zone coltivate e abitate ai suoi piedi.

Il bagliore delle fiamme era visibile persino da Honolulu.

Per dieci mesi il vulcano continuò a far sgorgare fiumi di lava e nell’agosto del 1881 il magma giunse a minacciare Hilo e i suoi quasi 8000 abitanti.

La casa reale si predispose ad avviare le manovre di sfollamento.

I missionari invitavano alla preghiera.

Ma Pele era una dea antica e molti si rivolsero invece alla principessa Ke’elikolani, la più fiera custode delle antiche tradizioni.

Come già aveva fatto il suo antenato Kamehameha, Keelikolani con la sua scorta risalì dunque il vulcano.

Portava con sé offerte per Pele e sapeva come comportarsi.

Nei primi giorni si limitò a meditare e cantare.

Ed infine raggiunse la bocca del vulcano ed offrì alla dea fazzoletti di seta scarlatta a dozzine poiché Pele li amava moltissimo, e brandy, che era il suo liquore preferito.

Probabilmente la dea gradì l’offerta perché il fiume di lava si interruppe.