Le stagioni nell’arte

Cratere di Kleitias
Cratere di Kleitias

Il tema delle stagioni ha ispirato l’arte in ogni sua forma fino ai tempi più recenti.

Eppure le quattro Stagioni compaiono relativamente tardi nell’arte antica.

Per i greci, in origine, le Horai erano tre, Tallo (associata anche nel nome ai fiori e alle gemme), Auso (il rigoglio) e Karpò (la fruttificazione), divinità naturali legate alla percezione stagionale climatica più che astronomica, che presiedevano al ciclo della vegetazione.

In una delle più antiche rappresentazioni giunte sino a noi, il cratere di Kleitias (570-60 a.C.), compaiono accanto a Dioniso nel corteo degli dei alle nozze di Teti. Avvolte da un solo mantello, le tre figure sono indistinguibili tra loro, simbolicamente manifestazioni della stessa energia naturale.

Dalla seconda metà del IV secolo a.C. le Horai iniziano a comparire accanto al cocchio alato di Trittolemo, figura mitologica legata a Demetra e connessa con la semina e le messi, motivo iconografico che si protrarrà fino in età romana.12-trittolemo-demetra-proserpina-club-magica-centro-studi-danza-stagioni-arte11-4Horai-club-magica-centro-studi-danza-stagioni-arte

L’ellenismo, con il definitivo affermarsi del calendario solare, porta a quattro il numero delle Stagioni, da questo momento diversificate nell’aspetto e negli attributi, rappresentazioni allegoriche al seguito di Eniautos (la personificazione dell’anno), ciascuna con i frutti del proprio periodo.

In epoca romana, le Stagioni si incontrano nell’arte funeraria a simboleggiare lo scorrere del tempo e contemporaneamente la bellezza della vita.

Tra il II e il IV secolo d.C. iniziano a comparire rappresentazioni maschili delle stagioni, inizialmente putti, e successivamente giovani uomini.

Su un mosaico dei Musei Vaticani con Artemide Efesia sono invece simboleggiate da differenti alberi.

Divenute ormai allegoria del tempo che scorre e simbolo dell’anno e dei suoi frutti, le Stagioni continuano a far parte anche dell’iconografia medievale, rappresentate attraverso i mestieri agricoli.

In seguito, sempre più spesso sono ritratte come simbolo delle età della vita.

In musica, infine, celeberrime sono le Quattro Stagioni di Vivaldi, mentre meno note le Jahreszeiten di Haydn.