Musica e danza hawaiana: l’ukulele

L’ukulele è uno strumento musicale appartenente alla famiglia delle chitarre. È l’adattamento di uno strumento di origine portoghese, denominato cavaquinho ma chiamato anche braguinha o machete.

Nato inizialmente nell’arcipelago hawaiano, si è rapidamente diffuso in tutta la Polinesia, divenendone a tutti gli effetti ormai uno degli strumenti simbolo, immancabile nei complessi e nelle orchestre del Pacifico e sottofondo d’elezione nella maggior parte delle danze locali.

La principale caratteristica sonora dello strumento è il forte attacco seguito da uno smorzamento velocissimo.

Di forma minuscola, con il corpo e il manico di piccole dimensioni, l’ukulele fu inventato nel 1879 da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii. Il nome in lingua hawaiana significa pulce saltellante ed è collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.

Esiste in almeno cinque diverse versioni, a seconda della lunghezza della tastiera e della grandezza del corpo: sopranino, soprano, concerto, tenore e baritono.

Ha quasi sempre quattro corde singole, anche se negli anni sono stati prodotti modelli a sei corde (guitalele) e quattro doppie. È quasi sempre suonato con la tecnica fingerstyle.

L’accordatura più comune è sol-do-mi-la. Alcuni chitarristi preferiscono accordare il sol un’ottava più in basso rispetto alle altre corde, in modo che l’accordatura rispecchi le quattro corde superiori di una chitarra con un capotasto sul quinto tasto, mentre del tutto diversa è l’accordatura dell’ukulele baritono, re-sol-si-mi.

L’ukulele è comunemente associato con la musica delle Hawaii, e, insieme alla chitarra, è uno degli strumenti che più spesso accompagnano la hula ‘auana (moderna).

Negli anni sessanta acquistò una certa popolarità anche grazie a gruppi come i Beach Boys che lo utilizzavano talvolta per comporre le proprie canzoni. Dal 1971 a Honolulu si tiene un festival mondiale interamente dedicato a questo strumento.

Il seminario del 3 luglio alle 19.00 sarà dedicato allo studio di Ipo Lei Momi, una canzone hawaiana per la hula moderna.

A seguire, alle 20.30, si terrà lo stage coreografico dedicato a quella danza.